Siamo abituati a pensare che la statistica serva a calcolare le probabilità di eventi futuri.
Ma nella vita di chi analizza dati, il problema è quasi sempre l’opposto: abbiamo i risultati (i dati) e dobbiamo risalire alle cause (i parametri).
Immaginate di entrare in una stanza dove un gioco d’azzardo è già finito. Vedete i dadi sul tavolo. Non dovete calcolare le chance di fare “6”, ma capire se chi ha lanciato quei dadi ha usato un set truccato.
In questo spazio si muove la Massima Verosimiglianza (MLE). Non è solo un esercizio di analisi matematica, ma il motore che permette agli algoritmi di “imparare” dal passato per definire il presente.
Vedremo come questa logica diventi il ponte verso l’approccio Bayesiano, trasformando semplici osservazioni in decisioni strategiche.
Esercizio: Massima verosimiglianza e normale (livello universitario)
Hai un campione [math]x_1, x_2, \dots, x_n[/math] estratto da [math]N(\mu, \sigma^2)[/math] con [math]\sigma[/math] nota.
- Scrivi la funzione di verosimiglianza [math]L(\mu)[/math].
- Trova lo stimatore di massima verosimiglianza [math]\hat{\mu}[/math].
- Mostra che [math]\hat{\mu}[/math] è normale.
- Calcola la sua varianza.
- Spiega perché [math]\hat{\mu}[/math] è lo stimatore più efficiente possibile.
Obiettivo concettuale: Collegare distribuzione normale e teoria della stima.
Risoluzione
Spesso confondiamo “probabilità” e “verosimiglianza”, ma per un Data Scientist la distinzione è vitale.
Analizziamo la Massima Verosimiglianza (MLE) con un esercizio pratico sulla distribuzione Normale, spiegando perché la media campionaria è uno stimatore imbattibile.
1. Scrivere la funzione di verosimiglianza [math]L(\mu)[/math]
Si ha un campione [math]x_1, x_2, \dots, x_n[/math] i.i.d. da [math]X_i \sim N(\mu, \sigma^2)[/math], con [math]\sigma^2[/math] nota.
La funzione di densità per una singola osservazione è:
[math]
\displaystyle
\begin{aligned}
f(x_i \mid \mu) &= \frac{1}{\sqrt{2\pi\sigma^2}} \exp\left[ -\frac{(x_i – \mu)^2}{2\sigma^2} \right]
\end{aligned}
[/math]
Per l’indipendenza, la funzione di verosimiglianza (likelihood) è il prodotto delle densità:
[math]
\displaystyle
\begin{aligned}
L(\mu) &= \prod_{i=1}^n f(x_i \mid \mu) \\
&= \left( \frac{1}{2\pi\sigma^2} \right)^{n/2} \exp\left[ -\frac{1}{2\sigma^2} \sum_{i=1}^n (x_i – \mu)^2 \right]
\end{aligned}
[/math]
2. Trovare lo stimatore di massima verosimiglianza [math]\hat{\mu}[/math]
Conviene massimizzare il logaritmo della verosimiglianza (log-likelihood):
[math]
\displaystyle
\begin{aligned}
\ell(\mu) &= \log L(\mu) \\
&= -\frac{n}{2}\log(2\pi\sigma^2) – \frac{1}{2\sigma^2} \sum_{i=1}^n (x_i – \mu)^2
\end{aligned}
[/math]
Deriviamo rispetto a [math]\mu[/math]:
[math]
\displaystyle
\begin{aligned}
\frac{\partial \ell}{\partial \mu} &= -\frac{1}{2\sigma^2} \sum_{i=1}^n 2(x_i – \mu)(-1) \\
&= \frac{1}{\sigma^2} \sum_{i=1}^n (x_i – \mu)
\end{aligned}
[/math]
Poniamo uguale a zero per trovare il punto critico:
[math]
\displaystyle
\begin{aligned}
\frac{1}{\sigma^2} \sum_{i=1}^n (x_i – \hat{\mu}) = 0 &\Rightarrow \sum_{i=1}^n (x_i – \hat{\mu}) = 0 \\
\sum_{i=1}^n x_i – n\hat{\mu} = 0 &\Rightarrow \hat{\mu} = \frac{1}{n} \sum_{i=1}^n x_i = \bar{x}_n
\end{aligned}
[/math]
La derivata seconda è [math]\frac{\partial^2 \ell}{\partial \mu^2} = -\frac{n}{\sigma^2} < 0[/math], quindi è un massimo.
Stimatore di massima verosimiglianza (MLE):
[math]
\hat{\mu}_{ML} = \bar{X}_n
[/math]
3. Mostrare che [math]\hat{\mu}[/math] è normale
Per le proprietà della distribuzione normale: se [math]X_i \sim N(\mu, \sigma^2)[/math] indipendenti, la somma di normali è normale. In particolare:
[math]
\bar{X}_n = \frac{1}{n} \sum_{i=1}^n X_i
[/math]
è una combinazione lineare di variabili normali indipendenti, dunque anch’essa normale.
La sua media è [math]E[\bar{X}_n] = \mu[/math], la sua varianza è [math]Var(\bar{X}_n) = \frac{\sigma^2}{n}[/math].
[math]
\hat{\mu} \sim N\left(\mu, \frac{\sigma^2}{n}\right)
[/math]
4. Calcolare la sua varianza
Come sopra:
[math]
Var(\hat{\mu}) = \frac{\sigma^2}{n}
[/math]
5. Spiegare perché [math]\hat{\mu}[/math] è lo stimatore più efficiente possibile
Nella teoria della stima, il Teorema di Cramér–Rao fornisce un limite inferiore per la varianza di uno stimatore non distorto.
Per una famiglia regolare, la varianza di uno stimatore non distorto [math]T[/math] soddisfa:
[math]
Var(T) \ge \frac{1}{I_n(\mu)}
[/math]
dove [math]I_n(\mu)[/math] è l’informazione di Fisher campionaria. Per un campione i.i.d. [math]I_n(\mu) = n I_1(\mu)[/math].
Per [math]X \sim N(\mu, \sigma^2)[/math] con [math]\sigma^2[/math] nota, l’informazione di Fisher per un’osservazione è:
[math]
\displaystyle
\begin{aligned}
I_1(\mu) &= -E\left[ \frac{\partial^2}{\partial \mu^2} \log f(X \mid \mu) \right] \\
&= -E\left[ -\frac{1}{\sigma^2} \right] = \frac{1}{\sigma^2}
\end{aligned}
[/math]
Quindi [math]I_n(\mu) = \frac{n}{\sigma^2}[/math]. Il limite di Cramér–Rao (CRLB) è:
[math]
Var(T) \ge \frac{\sigma^2}{n}
[/math]
Lo stimatore [math]\hat{\mu} = \bar{X}_n[/math] è non distorto e ha varianza [math]\sigma^2/n[/math], cioè raggiunge esattamente il CRLB.
Inoltre, per la famiglia esponenziale, se lo MLE è non distorto, è UMVUE (Uniformly Minimum Variance Unbiased Estimator).
Obiettivo concettuale raggiunto: Lo stimatore di massima verosimiglianza per la media di una normale è la media campionaria; esso è normale, raggiunge il limite di Cramér-Rao, ed è ottimale in classe degli stimatori non distorti.
Cos’è la Massima Verosimiglianza (Maximum Likelihood)
La massima verosimiglianza è un metodo per stimare i parametri di un modello statistico (come la media o la varianza di una distribuzione) scegliendo i valori che rendono i dati osservati i più “probabili” possibile.
È uno dei pilastri della statistica moderna, del machine learning e dell’inferenza bayesiana.
L’idea intuitiva
Immagina di avere dei dati [math]x_1, x_2, \dots, x_n[/math] e un modello che dipende da un parametro [math]\theta[/math] (ad esempio la media [math]\mu[/math]).
La domanda è: Quale valore di [math]\theta[/math] rende più plausibile aver osservato proprio questi dati?
La massima verosimiglianza risponde: Scegli il valore di [math]\theta[/math] che massimizza la probabilità dei dati.
📌 La funzione di verosimiglianza
Se i dati sono indipendenti, la probabilità congiunta è il prodotto delle probabilità individuali:
[math]L(\theta) = f(x_1|\theta) \cdot f(x_2|\theta) \cdots f(x_n|\theta)[/math]
Questa è la funzione di verosimiglianza.
Non è la probabilità di [math]\theta[/math].
È la probabilità dei dati dato [math]\theta[/math].
Esempio: dati da una normale
Supponiamo che i dati vengano da [math]X \sim N(\mu, \sigma^2)[/math] e che [math]\sigma[/math] sia nota. La verosimiglianza è:
[math]
\displaystyle
\begin{aligned}
L(\mu) &= \prod_{i=1}^n \frac{1}{\sqrt{2\pi}\sigma} \exp\left[-\frac{(x_i – \mu)^2}{2\sigma^2}\right]
\end{aligned}
[/math]
Per trovare la [math]\mu[/math] che massimizza [math]L[/math], si massimizza il logaritmo (più semplice):
[math]
\displaystyle
\begin{aligned}
\log L(\mu) &= -\frac{1}{2\sigma^2}\sum (x_i – \mu)^2 + \text{costante}
\end{aligned}
[/math]
Massimizzare questo equivale a minimizzare la somma degli errori quadratici. Derivando e ponendo uguale a zero:
[math]\hat{\mu} = \bar{x}[/math]
👉 Lo stimatore di massima verosimiglianza della media è la media campionaria.
Perché funziona così bene?
La massima verosimiglianza ha proprietà straordinarie:
- Consistenza: Con molti dati, lo stimatore converge al valore vero.
- Efficienza: Ha la varianza più bassa possibile tra tutti gli stimatori non distorti (raggiunge il limite di Cramér–Rao).
- Invarianza: Se [math]\hat{\theta}[/math] è MLE di [math]\theta[/math], allora [math]g(\hat{\theta})[/math] è MLE di [math]g(\theta)[/math].
- Generalità: Funziona per normali, binomiali, poisson, regressioni e modelli di machine learning.
Interpretazione profonda (quella che piace ai data scientist)
La massima verosimiglianza è un metodo di ottimizzazione:
[math]\hat{\theta} = \arg\max_\theta L(\theta)[/math]
È un problema di massimizzazione, ricerca del parametro che “spiega” meglio i dati e fitting del modello.
In machine learning, la MLE è la base di:
- Regressione lineare
- Regressione logistica
- Reti neurali (massimizzazione della log-likelihood)
- Modelli generativi
Metafora intuitiva
Immagina che i dati siano bersagli su un muro. Il parametro [math]\theta[/math] è la posizione da cui hai lanciato le frecce.
La massima verosimiglianza chiede:
“Da quale punto avrei dovuto lanciare per far sì che le frecce cadessero proprio dove sono cadute?”.
Il punto che “spiega” meglio la dispersione dei colpi è lo stimatore MLE.
In Sintesi
La massima verosimiglianza è un metodo di stima basato sulla probabilità dei dati che sceglie il parametro più plausibile con proprietà matematiche eccellenti ed è alla base di quasi tutto il machine learning moderno.
Differenza tra Verosimiglianza e Probabilità
Sebbene nel linguaggio comune i termini siano spesso usati come sinonimi, in statistica rappresentano due concetti matematici distinti e inversi. La distinzione risiede in cosa è noto e cosa è variabile all’interno della funzione [math]f(x \mid \theta)[/math].
Probabilità vs Verosimiglianza
| Caratteristica | Probabilità | Verosimiglianza (Likelihood) |
|---|---|---|
| Cosa è noto? | Il parametro [math]\theta[/math] (es. la moneta è equa) | I dati osservati [math]x[/math] (es. 7 teste su 10 lanci) |
| Cosa è variabile? | I dati futuri [math]x[/math] | I parametri ignoti [math]\theta[/math] |
| Domanda chiave | Quanto è probabile ottenere questi dati dato il modello? | Quanto è plausibile questo parametro dati i risultati ottenuti? |
| Somma/Integrale | Somma sempre a 1 (o 100%) | Non deve necessariamente sommare a 1 |
| Obiettivo | Prevedere un risultato | Stimare un parametro |
Approfondimento
Consideriamo la funzione di densità [math]f(x \mid \theta)[/math].
La differenza è puramente di prospettiva:
[math]
\displaystyle
\begin{aligned}
\text{Probabilità} &: P(X=x \mid \theta) \quad \text{con } \theta \text{ fisso.} \\
\text{Verosimiglianza} &: L(\theta \mid x) = f(x \mid \theta) \quad \text{con } x \text{ fisso.}
\end{aligned}
[/math]
Esempio pratico:
Se sai che una moneta è truccata al [math]60\%[/math] per “Testa” ([math]\theta=0.6[/math]), puoi calcolare la probabilità che escano 10 teste di fila.
Se invece hai già lanciato la moneta e hai ottenuto 10 teste, cerchi la verosimiglianza che la moneta sia truccata al [math]60\%[/math], al [math]90\%[/math] o che sia equa.
Dalla Verosimiglianza alla Probabilità Posteriore: L’Inferenza Bayesiana
Nell’approccio classico (frequentista), abbiamo cercato il parametro [math]\theta[/math] che massimizza la verosimiglianza.
L’Inferenza Bayesiana compie un passo ulteriore: tratta il parametro [math]\theta[/math] non come un valore fisso ignoto, ma come una variabile casuale dotata di una propria distribuzione.
Il Teorema di Bayes applicato ai parametri
Il ponte che collega la verosimiglianza alla conoscenza aggiornata è il Teorema di Bayes:
[math]
\displaystyle
\begin{aligned}
P(\theta \mid \text{dati}) &= \frac{P(\text{dati} \mid \theta) \cdot P(\theta)}{P(\text{dati})}
\end{aligned}
[/math]
Analizziamo i quattro componenti fondamentali di questa equazione:
- [math]P(\theta \mid \text{dati})[/math] (Posterior): La nostra conoscenza aggiornata sul parametro dopo aver visto i dati.
- [math]P(\text{dati} \mid \theta)[/math] (Likelihood): La funzione di verosimiglianza che abbiamo già studiato.
- [math]P(\theta)[/math] (Prior): Ciò che credevamo riguardo a [math]\theta[/math] prima dell’esperimento (conoscenza a priori).
- [math]P(\text{dati})[/math] (Evidence): Una costante di normalizzazione che garantisce che la probabilità totale sia pari a 1.
Il concetto di “Aggiornamento Bayesiano”
L’inferenza bayesiana è un processo di apprendimento continuo. La formula può essere letta in modo intuitivo come:
Conoscenza Nuova [math]\propto[/math] Verosimiglianza [math]\times[/math] Conoscenza Vecchia
Esempio: La moneta è truccata?
Supponiamo di voler stimare la probabilità [math]\theta[/math] che una moneta dia “Testa”.
[math]
\displaystyle
\begin{aligned}
\text{Prior } P(\theta) &: \text{Crediamo fortemente che la moneta sia equa } (\theta \approx 0.5). \\
\text{Dati} &: \text{Otteniamo 3 teste su 3 lanci.} \\
\text{Likelihood} &: \text{La verosimiglianza favorisce } \theta = 1. \\
\text{Posterior} &: \text{La nostra credenza si sposta verso destra, ma il Prior} \\
&{} \quad \text{ci “ancora” un po’, impedendoci di concludere} \\
&{} \quad \text{immediatamente che la moneta sia truccata al 100 %.}
\end{aligned}
[/math]
Cosa significa che il Prior ci “ancora”?
In statistica, l’effetto ancoraggio (o shrinkage) indica che la nostra stima finale (il Posterior) viene “tirata” verso il valore del Prior, impedendole di fluttuare violentemente a causa di pochi dati estremi.
1. L’Ancora come Resistenza al Cambiamento
Immagina una barca (la tua conoscenza) legata a un’ancora sul fondo del mare (il Prior). Se arriva una folata di vento (i Dati), la barca si sposterà nella direzione del vento, ma l’ancora ne limiterà il movimento.
[math]
\displaystyle
\begin{aligned}
\text{Spostamento della barca} &\propto \frac{\text{Forza del Vento}}{\text{Peso dell’Ancora}}
\end{aligned}
[/math]
2. Il calcolo della Media Ponderata
Matematicamente, lo stimatore bayesiano per la media di una normale è una media ponderata. Se abbiamo un Prior con media [math]\mu_0[/math] e varianza [math]\sigma_0^2[/math], e dati con media [math]\bar{x}[/math]:
[math]
\displaystyle
\begin{aligned}
\mu_{post} &= w \cdot \bar{x} + (1 – w) \cdot \mu_0 \\
&{} \quad \text{dove } w \text{ è il peso dei dati.}
\end{aligned}
[/math]
Il termine [math](1 – w) \cdot \mu_0[/math] è l’ancora: se i dati sono pochi, [math]w[/math] è piccolo e il risultato rimane vicino a [math]\mu_0[/math].
3. I tre vantaggi dell’ancoraggio
- Stabilità: Impedisce che un singolo esperimento andato “male” stravolga completamente il modello.
- Gestione dell’Incertezza: Se i dati sono scarsi, l’ancora ci ricorda che non abbiamo ancora prove sufficienti per abbandonare la nostra vecchia idea.
- Prevenzione dell’Overfitting: In machine learning, l’ancora (sotto forma di regolarizzazione) evita che il modello impari a memoria il rumore dei dati.
In sintesi: Dire che il Prior ci “ancora” significa che, per convincerci che la moneta sia truccata al [math]100\%[/math], 3 teste su 3 non bastano. Ci servirebbe una “folata di vento” molto più forte (ad esempio 50 teste su 50) per trascinare l’ancora lontano dallo [math]0.5[/math].
Differenze Chiave
| Aspetto | Massima Verosimiglianza (MLE) | Inferenza Bayesiana |
|---|---|---|
| Risultato | Un singolo valore (stima puntuale) | Una distribuzione di probabilità |
| Conoscenza Pregressa | Ignorata | Integrata tramite il Prior |
| Incertezza | Misurata tramite Errore Standard | Inclusa direttamente nel Posterior |
Sintesi:
Mentre la MLE cerca il parametro che meglio spiega i dati attuali, l’inferenza bayesiana bilancia l’evidenza dei dati con ciò che sapevamo in precedenza, fornendo una stima più robusta specialmente con campioni piccoli.
Articoli di approfondimento
- 👉Distribuzione normale e metodo Monte Carlo: guida pratica con esercizi risolti e Python
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- 👉Le 7 distribuzioni statistiche che ogni data scientist deve conoscere
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- 👉 Applicare il metodo Monte Carlo: guida passo passo
- 👉 Inferenza statistica: approccio bayesiano





