Correlazione Non Parametrica: Esercizi Risolti su Spearman, Kendall e Gestione dei Pareggi

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Correlazione di Spearman e Kendall con Pareggi

I “pareggi” ti mandano in crisi quando calcoli la correlazione? 
Chi lavora con dati reali sa bene che le variabili continue perfette sono un’utopia. Scale Likert, voti scolastici e ranking aziendali generano inevitabilmente decine di valori identici.
In questo nuovo articolo tecnico affrontiamo 3 casi studio avanzati di statistica non parametrica:

✅ Come correggere Spearman in presenza di molti pareggi (senza falsare il risultato).
✅ Come testare la significatività statistica con piccoli campioni.
✅ Quando abbandonare Spearman per passare al Tau di Kendall.

Se studi statistica o fai data analysis, questa guida pratica fa al caso tuo.

👉 Pearson, Spearman o Kendall: quale scegliere?
Non tutte le correlazioni sono uguali: scegli il metodo giusto in base ai dati, o rischi conclusioni fuorvianti.

👉Guida pratica a Spearman e Kendall Esercizi Svolti
Dai ranghi alle coppie concordanti: impara passo passo come calcolare davvero la correlazione non parametrica.

Cos’è una Scala Likert

Hai presente quei sondaggi dove, invece di un secco “Sì” o “No”, ti viene chiesto quanto sei d’accordo con una frase, spaziando da “Per nulla” a “Moltissimo”? Ecco, quella è una Scala Likert.

Prende il nome dallo psicologo Rensis Likert, che la ideò negli anni ’30 per misurare gli atteggiamenti e le opinioni in modo più sfumato rispetto alle domande chiuse tradizionali. È lo strumento principe della ricerca sociale, del marketing e della psicologia.

Com’è fatta una scala Likert?

In genere, si presenta come una serie di affermazioni (chiamate item) accostate a una scala di risposta graduata. La struttura più classica è a 5 punti, ma si usano spesso anche scale a 7 o 11 punti.

Esempio tipico:

“Il software è facile da usare.”

  1. Completamente in disaccordo

  2. In disaccordo

  3. Neutrale / Né in accordo né in disaccordo

  4. D’accordo

  5. Completamente d’accordo

Perché si usa? (La questione dei dati)

Il vero motivo per cui ne abbiamo parlato discutendo di Spearman e Kendall è la natura dei dati che genera. Una scala Likert produce dati ordinali.

  • Puoi ordinare le risposte: Sappiamo che “D’accordo” è più di “Neutrale”.

  • Non conosci la distanza: Non possiamo dire con certezza matematica che la “distanza psicologica” tra 1 e 2 sia identica a quella tra 4 e 5.

Proprio perché la distanza tra i punti non è quantificabile con un metro oggettivo, i test parametrici (come la t di Student o il coefficiente di Pearson) sono tecnicamente “proibiti”, a meno di non avere campioni enormi che si approssimano alla normale. Ecco perché servono Spearman e Kendall.

Punti di forza e “trappole”

I vantaggi:

  • Sfumature: Permette di catturare l’intensità di un sentimento, non solo la sua direzione.

  • Semplicità: È intuitiva per chi risponde e veloce da somministrare.

Le insidie (Bias):

  • Desiderabilità sociale: Gli utenti tendono a rispondere ciò che pensano sia “giusto” o “educato” (es. dare voti alti a un servizio se l’operatore è gentile, anche se il servizio era lento).

  • Acquiescenza: La tendenza a dichiararsi d’accordo con qualsiasi affermazione sia presentata in modo positivo.

  • Bias di tendenza centrale: Molte persone evitano gli estremi (1 e 5) rifugiandosi nel “Neutrale” (3) per non prendere posizione.

Consiglio per l’analista: Se noti che troppi utenti scelgono il valore centrale, prova a usare una scala a scelta forzata (ad esempio a 4 o 6 punti), eliminando l’opzione neutrale. Obbligherai l’utente a “schierarsi”, riducendo il rumore statistico.

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Esercizio 1 – Spearman con molti pareggi (medio-difficile)

Testo:
Un sondaggio chiede a 10 studenti di valutare due materie scolastiche (Matematica e Storia) con voti in lettere: A (ottimo), B (buono), C (sufficiente), D (insufficiente). Le valutazioni sono:

Studente 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Matematica A B C A B C D A B C
Storia B B C A C D D B B C

Converti in ranghi (gestendo i pareggi) e calcola il coefficiente di Spearman spiegando l’impatto della correzione.


Risoluzione

Passo 1 – Trasformazione in ranghi medi

Assegniamo l’ordine: A=1, B=2, C=3, D=4. In caso di voti identici, applichiamo il rango medio.

  • Matematica (X): 3A (pos. 1-3), 3B (pos. 4-6), 3C (pos. 7-9), 1D (pos. 10).Ranghi: A=[math]2[/math], B=[math]5[/math], C=[math]8[/math], D=[math]10[/math].
  • Storia (Y): 1A (pos. 1), 5B (pos. 2-6), 3C (pos. 7-9), 1D (pos. 10).Ranghi: A=[math]1[/math], B=[math]4[/math], C=[math]8[/math], D=[math]10[/math].
Studente Rango Math ([math]R_x[/math]) Rango Storia ([math]R_y[/math]) [math]d_i[/math] [math]d_i^2[/math]
1 2 4 -2 4
2 5 4 1 1
3 8 8 0 0
4 2 1 1 1
5 5 8 -3 9
6 8 10 -2 4
7 10 10 0 0
8 2 4 -2 4
9 5 4 1 1
10 8 8 0 0

[math]\sum d_i^2 = 24[/math]


Passo 2 – Correzione per pareggi e calcolo [math]r_s[/math]

Quando i pareggi sono numerosi, la formula semplificata sovrastima il risultato.

Dobbiamo calcolare i fattori di correzione [math]T = \sum(t^3 – t)[/math]:

  • Matematica ([math]T_x[/math]): Gruppi da 3, 3, 3, 1.[math]T_x = (27-3) + (27-3) + (27-3) + (0) = 72[/math]
  • Storia ([math]T_y[/math]): Gruppi da 1, 5, 3, 1.[math]T_y = 0 + (125-5) + (27-3) + 0 = 144[/math]
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[math]\displaystyle \begin{aligned}
r_s = 1 – \frac{6 \sum d_i^2}{(n^3 – n) – (T_x + T_y)/2}
\end{aligned}[/math]

(Nota: Per precisione estrema si usa la formula della varianza dei ranghi, ma questa approssimazione è lo standard):

[math]\displaystyle \begin{aligned}
r_s = 1 – \frac{6 \times 24}{990 – (72 + 144)/2} = 1 – \frac{144}{882} \approx 0{,}837
\end{aligned}[/math]

Confronto: Senza correzione il valore sarebbe stato [math]0{,}855[/math]. La correzione abbassa il coefficiente poiché riconosce che i pareggi riducono la precisione dell’ordinamento.

❓ Domanda di riflessione:
Cosa succederebbe al coefficiente di Spearman se tutti i soggetti avessero lo stesso voto in entrambe le variabili (massimo pareggio)?

Esercizio 2 – Test di significatività per Spearman (difficile)

Testo:
Uno studio su 12 pazienti esamina la relazione tra l’ordine di somministrazione di un farmaco (1°, 2°, …) e il livello di dolore riportato (scala 1-5). I dati sono:

(1,3), (2,1), (3,4), (4,2), (5,5), (6,3), (7,2), (8,4), (9,1), (10,5), (11,3), (12,4)

Verifica se la correlazione di Spearman è significativamente diversa da zero ([math]\alpha = 0,05[/math]) usando l’approssimazione [math]t[/math] di Student.


Risoluzione

Passo 1 – Calcolo di [math]r_s[/math] con ranghi medi

La variabile “Somministrazione” (X) ha già ranghi unici 1-12. Per il “Dolore” (Y), assegniamo i ranghi medi ai pareggi:

  • Voto 1: pos. 1-2 → Rango 1,5
  • Voto 2: pos. 3-4 → Rango 3,5
  • Voto 3: pos. 5-7 → Rango 6
  • Voto 4: pos. 8-10 → Rango 9
  • Voto 5: pos. 11-12 → Rango 11,5

Applicando la formula della correlazione di Pearson sui ranghi (necessaria data la presenza di molti pareggi):

[math]\displaystyle \begin{aligned}
r_s = \frac{\text{Cov}(R_x, R_y)}{\sigma_{R_x} \sigma_{R_y}} \approx 0{,}253
\end{aligned}[/math]


Passo 2 – Test di significatività (Approssimazione [math]t[/math])

Per [math]n \geq 10[/math], testiamo l’ipotesi nulla [math]H_0: \rho_s = 0[/math] utilizzando la statistica:

[math]\displaystyle \begin{aligned}
t = r_s \sqrt{\frac{n-2}{1 – r_s^2}}
\end{aligned}[/math]

Sostituendo i valori:

[math]\displaystyle \begin{aligned}
t = 0{,}253 \times \sqrt{\frac{10}{1 – 0{,}064}} = 0{,}253 \times \sqrt{10{,}68} \approx 0{,}828
\end{aligned}[/math]


Passo 3 – Verdetto Statistico

  • Gradi di libertà (df): [math]12 – 2 = 10[/math]
  • Valore critico ([math]\alpha = 0,05[/math], bilaterale): [math]t_{crit} \approx 2{,}228[/math]
  • Confronto: Poiché [math]|0{,}828| < 2{,}228[/math], non possiamo rifiutare l’ipotesi nulla.

Interpretazione: Nonostante il coefficiente sia positivo ([math]0,25[/math]), non vi è evidenza statistica sufficiente per affermare che l’ordine di somministrazione influenzi il dolore percepito. Il risultato potrebbe essere dovuto al caso.

❓ Domanda di riflessione:
Perché nel test di significatività per Spearman si usano [math]n-2[/math] gradi di libertà, analogamente al test per il coefficiente di Pearson?

Esercizio 3 – Scelta tra Spearman e Kendall in un caso reale (molto difficile)

Testo:
Un’azienda studia la relazione tra Prestigio (1-4) e Fedeltà (1-4). I dati presentano molti pareggi e una relazione monotona decrescente (all’aumentare del prestigio, la fedeltà cala). L’obiettivo è ottenere un coefficiente interpretabile come “probabilità di concordanza”.

Quale coefficiente consiglieresti? Motiva la risposta e simula un calcolo su un piccolo esempio.


Risoluzione

Passo 1 – La scelta metodologica

La richiesta di un’interpretazione basata sulla probabilità di concordanza punta dritto verso il [math]\tau[/math] di Kendall.

La sua definizione logica è infatti:

[math]\displaystyle \begin{aligned}
\tau = P(\text{concordanza}) – P(\text{discordanza})
\end{aligned}[/math]

Spearman, pur essendo eccellente per descrivere la forza della relazione monotona, non ha una traduzione probabilistica diretta (essendo una correlazione di Pearson sui ranghi). In presenza di molti pareggi, Kendall [math]\tau_b[/math] è più robusto e offre una visione più prudente.


Passo 2 – Esempio simulato con pareggi

Creiamo 6 clienti con Prestigio (P) e Fedeltà (F):

Cliente P (voto) F (voto) Rango P Rango F
A 1 4 1,5 6
B 1 3 1,5 4,5
C 2 3 3 4,5
D 3 2 4 3
E 4 1 5,5 1,5
F 4 1 5,5 1,5

Passo 3 – Analisi dei risultati

  • Spearman [math]r_s[/math]: Calcolando i quadrati delle differenze ([math]\sum d^2 = 64{,}5[/math]), otteniamo [math]r_s \approx -0{,}84[/math].
  • Kendall [math]\tau[/math]: Analizzando le 15 coppie possibili, notiamo che quasi tutte le coppie valutabili (non pareggiate) sono discordanti (all’aumentare di P, F diminuisce).

Differenza interpretativa:

  • Spearman (-0,84): “Esiste una forte associazione negativa tra il prestigio del brand e la fedeltà dei clienti”.
  • Kendall (-1,0 se ignoriamo i pareggi): “Preso un cliente a caso, la probabilità che a un aumento di prestigio corrisponda una diminuzione della fedeltà è massima”.

💡 Osservazione finale

In presenza di molti pareggi, la “monotonia” non può mai essere perfetta (1 o -1) perché i pareggi bloccano l’ordinamento. Kendall [math]\tau_b[/math] gestisce questo limite riducendo il denominatore, offrendo un coefficiente che riflette solo le coppie “decidibili”.

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❓ Domanda di riflessione:
Perché in presenza di una relazione monotona decrescente perfetta (senza pareggi) sia Spearman che Kendall danno -1, mentre con pareggi i due coefficienti differiscono sempre?

RISPOSTE ALLE DOMANDE DI RIFLESSIONE

Per consolidare i concetti, chiudiamo con la risposta ai tre “perché” nascosti dietro questi esercizi.

Esercizio 1: Il paradosso della variabile costante

Domanda: Cosa succederebbe al coefficiente di Spearman se tutti i soggetti avessero lo stesso voto in entrambe le variabili (massimo pareggio)?

Risposta: Se tutti i soggetti hanno lo stesso voto, ogni [math]d_i = 0[/math]. Tuttavia, non otterremmo un [math]r_s = 1[/math]. Matematicamente, quando non c’è variazione nei dati, la varianza è zero.

Poiché la formula della correlazione prevede la divisione per la deviazione standard (o termini equivalenti come [math]n^3-n-T[/math]), ci troveremmo di fronte a una divisione per zero. In statistica, se non c’è variazione, la correlazione non è definita: i software restituiranno un valore null o NaN.

Esercizio 2: Gradi di Libertà e Approssimazione

Domanda: Perché nel test di significatività per Spearman si usano [math]n-2[/math] gradi di libertà?

Risposta: Sotto l’ipotesi nulla ([math]\rho = 0[/math]), la distribuzione di Spearman converge a quella di Pearson per campioni sufficientemente ampi. Si usano [math]n-2[/math] gradi di libertà perché stiamo analizzando la relazione tra due variabili e abbiamo “vincolato” i dati stimando due parametri centrali (le medie dei ranghi).

Questa approssimazione permette di utilizzare le tavole della [math]t[/math] di Student, rendendo il test inferenziale accessibile anche senza software specifici per distribuzioni non parametriche.

Esercizio 3: Divergenza in presenza di pareggi

Domanda: Perché con i pareggi i due coefficienti differiscono, anche in presenza di una chiara monotonia?

Risposta: Senza pareggi, Spearman e Kendall mappano la stessa struttura d’ordine. Con i pareggi, la “monotonia perfetta” è matematicamente impossibile da rappresentare allo stesso modo per entrambi:

  • Spearman “spalma” i pareggi usando i ranghi medi, mantenendo un approccio basato sulle distanze al quadrato.
  • Kendall ([math]\tau_b[/math]) modifica direttamente il denominatore per “scontare” le coppie che non possono essere confrontate (i pareggi), focalizzandosi solo sulla direzione del movimento.

Di conseguenza, mentre Spearman riflette la “forza” della tendenza sui ranghi, Kendall riflette la probabilità netta di trovare coppie concordanti, portando inevitabilmente a valori numerici differenti.


Commento Applicativo

Esercizio 1 (Spearman con pareggi)

Nella realtà scolastica o nelle survey (es. scale da 1 a 4), i pareggi non sono l’eccezione, sono la regola. Applicare la formula standard di Spearman a questi dati è un errore comune che porta a una pericolosa sovrastima della relazione.

Impatto applicativo: Questo esercizio dimostra che i dati “discreti” riducono la nostra capacità di distinguere le posizioni. Il fattore di correzione serve proprio a dire: “Attenzione, abbiamo meno informazioni di quelle che crediamo, quindi dobbiamo essere più prudenti nel coefficiente finale”.

Esercizio 2 (Test di significatività)

Mostra la differenza abissale tra “effetto osservato” (un [math]r_s[/math] di [math]0{,}253[/math] sembra indicare una relazione) e “significatività statistica” (il test ci dice che quel valore non è attendibile).

Impatto applicativo: Nel settore medico o clinico, campioni di [math]n=12[/math] sono frequentissimi. L’esercizio insegna a non farsi ingannare da un coefficiente positivo in piccoli campioni: il rumore di fondo può creare false correlazioni che non sopravvivono al test di significatività.

 Esercizio 3 (Spearman vs Kendall)

È uno scenario di consulenza puro. Spesso il reparto marketing o commerciale non comprende il concetto di “distanze al quadrato”, ma afferra perfettamente il concetto di probabilità.

Impatto applicativo: Insegna il pensiero critico. Kendall [math]\tau_b[/math] viene scelto non perché sia “migliore” matematicamente, ma perché la sua logica di coppie concordanti vs discordanti offre un’interpretazione di business chiara e diretta, gestendo con estrema robustezza i dati con molti pareggi.

Confronto Tecnico: Spearman vs Kendall

Scegliere tra questi due coefficienti non è solo una questione di preferenza, ma dipende dalla struttura del tuo dataset e dall’obiettivo della tua analisi.

Caratteristica Spearman ([math]\rho_s[/math]) Kendall ([math]\tau_b[/math])
Natura Correlazione di Pearson applicata ai ranghi. Basato sul conteggio di coppie concordanti/discordanti.
Sensibilità pareggi Richiede fattori di correzione complessi per non sovrastimare. Gestisce i pareggi nativamente ([math]\tau_b[/math]) con maggior rigore.
Interpretazione Indica la forza della relazione lineare tra i ranghi. Esprime la probabilità netta di concordanza tra coppie.
Robustezza Più sensibile a variazioni estreme (outlier dei ranghi). Più robusto e meno influenzato da piccole fluttuazioni.
Casi d’uso Scale ordinali con molti livelli, pochi dati ripetuti. Scale Likert brevi, molti pareggi, campioni piccoli.
Limiti Valori generalmente più alti di [math]\tau[/math], ma meno precisi con molti pareggi. Valori numericamente più piccoli (più conservativo).
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💡 Consiglio

Se devi presentare un report a un direttore commerciale, usa Kendall: dire che *”c’è una probabilità dell’80% che l’aumento della soddisfazione porti a un aumento della fedeltà”* è molto più convincente che citare un astratto coefficiente di correlazione tra ranghi.

Se invece stai scrivendo un paper accademico e i tuoi dati sono distribuiti su molti livelli (es. un ranking da 1 a 100), Spearman è lo standard che tutti si aspettano di trovare.

⚠️ Box: Errori Comuni da evitare

Nonostante la loro flessibilità, i test non parametrici nascondono insidie che possono invalidare un’intera analisi. Ecco dove si sbaglia più spesso:

  • 1. Ignorare i “Ties” (Pareggi)
    Utilizzare la formula semplificata [math]1 – \frac{6 \sum d_i^2}{n(n^2-1)}[/math] quando ci sono molti voti uguali è un errore grave. Questo produce un coefficiente “gonfiato” che non riflette la reale incertezza dei dati. In presenza di pareggi, è obbligatorio usare la correzione per i ranghi medi.
  • 2. Confondere Monotonia e Linearità
    Aspettarsi che un alto valore di Spearman indichi una retta è un’illusione. Spearman rileva se una variabile cresce al crescere dell’altra, non importa se lo fa seguendo una curva ripida o una linea spezzata. Per la “linea retta” esiste Pearson; per la “direzione” esiste Spearman.
  • 3. Dimenticare il test di significatività
    Riportare un [math]r_s = 0{,}40[/math] su 8 soggetti come se fosse una prova definitiva è scientificamente rischioso. Senza il calcolo del valore [math]t[/math] (o l’uso delle tavole specifiche), non puoi sapere se quella relazione è sistematica o semplicemente frutto del caso.
  • 4. Applicarli a relazioni “a U”
    Spearman e Kendall falliscono se la relazione non è monotona. Se al crescere di [math]X[/math], la variabile [math]Y[/math] prima sale e poi scende (relazione quadratica), entrambi i coefficienti saranno vicini allo zero, “nascondendo” una relazione che in realtà è fortissima ma non direzionale.

💡 Prima di calcolare qualsiasi coefficiente, guarda sempre lo Scatter Plot. Un’occhiata al grafico ti dirà immediatamente se stai cercando di applicare Spearman a una relazione a “U” o se i pareggi sono così dominanti da richiedere il passaggio a Kendall.

Sintesi Operativa per il Data Analyst

Questa sezione funge da “bussola” decisionale. In statistica, la scelta del coefficiente non è solo un dettaglio tecnico, ma definisce la solidità della tua narrazione aziendale o scientifica.

La Regola d’Oro

1. Se hai molti pareggi (es. scale Likert 1-5 su grandi campioni)
👉 Usa Kendall [math]\tau_b[/math].
Perché: È matematicamente più solido nel gestire blocchi di valori identici. Inoltre, è molto più facile da spiegare a un manager non tecnico tramite la logica della probabilità di concordanza.

2. Se hai monotonia forte, pochi pareggi e vuoi un coefficiente “stile Pearson”
👉 Usa Spearman [math]r_s[/math].
Perché: È lo standard nell’industria per campioni con ranghi ben definiti e restituisce valori numericamente più alti, facilitando il confronto con la correlazione lineare classica.


 Filtro di Sicurezza: Significatività e Campione

Non farti mai ingannare dalla grandezza di un numero. In statistica, l’intensità di un effetto e la sua probabilità di essere reale sono due dimensioni diverse.

  • Piccoli campioni ([math]n < 30[/math]): Un coefficiente di [math]0{,}70[/math] su 5 persone potrebbe essere un puro caso.
  • La regola: Accompagna sempre il coefficiente con il suo p-value. Se [math]p > 0{,}05[/math], quel numero non ha valore decisionale, indipendentemente da quanto sia alto.

Checklist pre-analisi:

  • I dati sono almeno ordinali?
  • La relazione è monotona (non necessariamente retta)?
  • Il numero di pareggi è superiore al 20% del campione? (Se sì, vai su Kendall).

Ricorda: La correlazione descrive come i dati si muovono insieme, ma non spiega mai perché lo fanno. La causalità richiede sempre un’analisi di contesto.


Conclusione: Un buon Data Analyst non è chi sa applicare una formula, ma chi sa quale formula applicare per proteggere l’azienda o la ricerca da decisioni basate su rumore statistico.

 

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